Berlusconi premier nel 2013: da Ruby alla Minetti, la formazione di governo

Berlusconi premier nel 2013: da Ruby alla Minetti, la formazione di governo
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    Berlusconi premier nel 2013: da Ruby alla Minetti, la formazione di governo

    Senza paura senza vergogna, non è il sottotitolo di una commedia americana di serie B ma il titolo in prima pagina che accompagna la scelta di Silvio Berlusconi di ricandidarsi alle prossime elezioni politiche del 2013. Dai Monti al mare, quello della Sardegna tanto amata dal leader del Polo delle Libertà, che ha passato le ultime settimane a studiare i sondaggi, ottenendo infine l’illuminazione: l’Italia ha bisogno di lui, perché il fato gli ha prescritto un eterno ritorno. Data la clamorosa notizia, viene da chiedersi quali potrebbe essere la nuova formazione di governo.

    Alcuni autorevoli quotidiani stranieri, appena saputa la notizia, hanno provato a immaginare lo scenario possibile del governo italiano 2013. Perché è evidente che, se Silvio Berlusconi si ricandiderà davvero, mettendo da parte Ambra Angiolini (alias Angelino Alfano), la vittoria sarà sua senza se e senza ma. Merito del carisma del personaggio e della totale assenza di alternative a sinistra, certo, ma anche e soprattutto di quella malsana abitudine degli italiani a dimenticare il passato (si legga: tutti i disastri delle passate esperienze).

    Allo stato attuale si calcola che senza Berlusconi il Pdl avrebbe a stento il 10%, mentre con lui in campo le cifre schizzerebbero fino al 30%. Tutti noi sappiamo come Silvio da Arcore con i sondaggi fatti a modo suo abbia costruito un’intera carriera politica, ma questa volta non potrà non tenere conto del volere popolare. Si sente un forte vento di rinnovamento, che porterà volti giovani e nuovi in Parlamento. E chi meglio di Berlusconi potrebbe selezionare forze giovani e prestanti? Magari provenienti dalle sue cene galanti tanto ambite?

    Una squadra dal grande potenziale: innanzitutto un ruolo di grande spicco dovrebbe andare a Nicole Minetti, che nonostante tutto l’ha sempre difeso.

    Data la sua bravura nell’inserire persone ad Arcore, si parla del Ministero degli Interni per lei, anche se è sfida aperta con una delle gemelle De Vivo (una a caso tra Eleonora e Imma), anche loro molto brave ad inserirsi. In ogni caso l’altra gemella dovrebbe avere gli Esteri, giusto per far sentire a loro agio gli ospiti, primo su tutti Vladimir Putin, amico di sempre e padrone di un letto nell’abitazione del premier italiano.

    A Ruby Rubacuori potrebbe andare il Ministero delle Pari Opportunità, vista la bravura con cui lei ha sfruttato ogni minima opportunità per farsi pubblicità (poi, essendo nipote del “fu” Mubarak, potrebbe aprire molte porte non solo in questura ma anche in Egitto). Non potrà mancare di certo Sara Tommasi, che porterà l’aria della rivoluzione contro il signoraggio bancario nelle aule del Parlamento, paladina di tutti gli oppressi e forte del recente film a luci rosse che ha risolto i problemi di stress di tanti italiani.

    L’outsider potrebbe essere Marysthell Garcia Polanco, che ormai ha un feeling particolare con le aule di tribunale e che quindi rappresenta una scelta obbligata per il Ministero della Giustizia (vice ministro d’obbligo il fantastico Ghedini). Alla difesa il nome più gettonato è quello di Barbara Guerra, mentre è ormai pronta anche la nomina ai vertici della Rai: si tratta di Sabina Began, l’ape regina che già promette numerose fiction sui due santi dell’era moderna: Padre Pio e Papy Silvio. Questo il dream team messo in campo da Silvio: la sinistra farebbe bene a tremare da qui al 2013.

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