Bambola gonfiabile: Hitler il primo ad ordinarla

Bambola gonfiabile: Hitler il primo ad ordinarla
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    Bambola gonfiabile: Hitler il primo ad ordinarla

    Un titolo del genere, letto all’improvviso, potrebbe anche portarvi a credere di aver perso definitivamente il senno. In effetti quando i siti di tutto il mondo hanno iniziato a riportare questa notizia clamorosa, in molto hanno dubitato della loro sanità mentale, eppure è tutto vero: esiste un collegamento tra Hitler e le bambole gonfiabili.

    Pare infatti che il primo uomo ad ordinare una bambola gonfiabile fu proprio il dittatore passato alla storia per ben altre imprese, tutt’altro che edificanti. Adolf Hitler all’inizio degli anni ’40 avrebbe approvato un piano per prevenire la trasmissione di malattie sessuali tra i soldati del suo esercito. Il piano consisteva appunto nel consegnare loro le bambole gonfiabili.

    Sfogare i propri ardori ariani non con le donne incontrate per caso nei villaggi occupati e spesso oggetto di violenza carnale né con le prostitute (mercato fiorente all’epoca), ma con un bel pupazzo dalle sembianze di una perfetta donna germanica. Purtroppo il piano venne rifiutato proprio dai diretti interessati.

    La notizia è stata resa nota dal tabloid inglese The Sun, che nel suo articolo cita tale Graeme Donald, scrittore che ha avuto il merito di scoprire per primo quello che venne ribattezzato progetto Borghild, dal nome di una divinità nordica che i nazisti preso a modello ideale di bellezza.

    Proprio su di essa fu modellata la prima bambola ad uso sessuale.

    Furono gli scienziati tedeschi a dare vita al progetto Borghild, in seguito ad una nota del 1940 piuttosto preoccupata del capo delle SS Heinrich Himmler: “Il pericolo più grande a Parigi sono la diffusione e la presenza incontrollata di prostitute, che adescano clienti in bar, sale da ballo e altri posti. E’ nostro dovere impedire ai soldati di rischiare la salute per il piacere di una rapida avventura”.

    Come detto il progetto ottenne l’approvazione dello stesso Hitler, ma furono proprio i soldati ad opporre uno strenuo rifiuto, perché sarebbe stato davvero troppo imbarazzante finire nelle mani dei britannici in compagnia di una compagna di viaggio del genere. La bambola era infatti progettata per entrare comodamente nello zaino in dotazione ai soldati.

    Lo scrittore che ha scoperto il tutto ci riporta anche una curiosità: all’inizio la bambola doveva essere modella sulle fattezze dell’attrice ungherese Käthe von Nagy, e solo al suo rifiuto venne presa la decisione di ispirarsi ad una generica dea ariana, in modo che i soldati avessero uno schema su cui sbizzarrirsi con la fantasia. Oggi purtroppo, a parte le testimonianze, non rimane traccia della bambola, visto che la fabbrica dove venivano prodotte venne distrutta nel bombardamento di Dresda.

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