Antartide: scoperti 12 vulcani sottomarini attivi

Antartide: scoperti 12 vulcani sottomarini attivi
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    Antartide: scoperti 12 vulcani sottomarini attivi

    Il 2011 verrà ricordato senza dubbio come l’anno dei vulcani. Tra eruzioni di vulcani noti, scoperte di nuovi sistemi attivi e minacce dal profondo dei mari, non passa mese senza che i ricercatori di tutto il mondo non lancino un allarme o gridino al miracolo. Questa volta ci trasferiamo in Antartide, per parlare di una incredibile scoperta.

    Gli eroi del giorno sono gli scienziati della British Antarctic Survey, che hanno trovato una catena enorme di vulcani sottomarini nei pressi delle remote South Sandwich Islands. Si tratta di conformazioni davvero imponenti, visto che spesso superano i 3mila metri di altezza, e la cosa straordinaria è che molti di questi vulcani sono tuttora attivi, nonostante le loro radici affondino nell’alba dei tempi.

    La mappatura di questa catena vulcani finora sconosciuta è stata possibile utilizzando sofisticate tecnologie sonar 3D, durante un viaggio di ricerca a bordo della RRS James Clark Ross. Si tratta, evidentemente, di un ritrovamento che lascia tutti a bocca aperta, scienziati e comuni mortali.

    I ricercatori sono stupiti per l’eccezionale scoperta, la prima del suo genere nell’area antartica, anche perché le dimensioni di questa catena sono come detto imponenti: se le altezze superano spesso i 3mila metri, anche i crateri non scherzano affatto, con un diametro tra 5 e 7 chilometri che renderebbero alcuni di questi vulcani addirittura visibili sopra il livello del mare (appaiono come isole).

    I comuni mortali restano con il fiato sospeso perché questo ritrovamento si inserisce in un periodo in cui i vulcani hanno fatto la voce grossa nelle notizie di attualità. Dalle nostre parti è stato il vulcano sottomarino Marsili a dominare le paure dell’opinione pubblica, con le sue eruzioni e il rischio di tsunami sulle coste tirreniche.

    Anche altrove hanno comunque avuto i loro problemi, come in Eritrea, con il vulcano Dubbi ritornato in attività dopo qualcosa come 150 anni, in Islanda, dove ogni volta che un vulcano spara ceneri in cielo torna il rischio di blocco dei voli in tutta Europa, e infine in Sud America, zona fortemente vulcanica, dove proprio recentemente il cileno Puyehue ha provocato disagi fino in Argentina.

    Tornando alla scoperta in Antartide, il vulcanologo della British Antarctic Survey Philip Leat ha commentato l’importanza di questa scoperta: “Abbiamo iniziato a studiare questa aerea apparentemente desolata di oceano, perché sulla mappa c’era una grande area vuota e non avevamo idea di cosa potesse celare il fondo marino e all’improvviso il fondo del mare si è sollevato sotto di noi. E’ stato un viaggio emozionante e pieno d’avventura”.

    La scoperta interessa anche noi italiani, perché aiuterà gli studiosi a capire cosa succede quando un vulcano erutta sotto il livello del mare, cosa che ci riguarda da vicino visto proprio il Marsili: “Ci sono tante cose che non capiamo dell’attività vulcanica sotto il mare. Le tecnologie che gli scienziati possono ora utilizzare dalle navi possono aiutare a gettare nuova luce sullo sviluppo degli eventi naturali che comportano pericoli per le persone che vivono nelle regioni più popolate del pianeta”.

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