10 record che nessuno ha voglia di battere

10 record che nessuno ha voglia di battere
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    10 record che nessuno ha voglia di battere

    La vita è fatta di sfide e di ostacoli da superare, eppure esistono record che nessuno ha voglia di battere. Entrare nel Guinness dei Primati è l’aspirazione di migliaia di uomini, che mettono alla prova capacità e resistenza fisica nella speranza di rompere qualche record e passare alla storia. Per tanti che si sforzano di superare un limite, però, ci sono altrettante persone che si trovano a stabilire record non volendolo affatto. Protagonisti di storie estreme, con cui nessuno sano di mente vorrebbe mai confrontarsi.

    IL SOPRAVVISSUTO DOPO UN VOLO NEL TORNADO
    E’ possibile sopravvivere dopo essere stati nel cuore di un tornado? La storia di Matt Suter dimostra che, a volte, il miracolo accade. Matt aveva 19 anni nel 2006 quando, durante una visita alla casa-trailer dei nonni in Missouri, è stato testimone di un tornado di livello F2. La potenza della natura ha preso alla sprovvista la famiglia, distrutto la casa e lanciato (letteralmente) Matt per quasi 400 metri. Risultato? Lui ne è uscito illeso, con solo un graffio alla testa. Entrando nel libro dei record.

    I GENITORI PIU’ PROLIFICI AL MONDO
    C’era una volta un tempo in cui le famiglie mettevano al mondo figli su figli. Oggi è raro incontrare famiglie davvero numerose ma, nel 1800, la storia era molto diversa, soprattutto nelle zone di campagna. Lo dimostra la vicenda del russo Feodor Vassilyev, papà più prolifico della storia che, insieme alle due mogli, ha messo al mondo 22 coppie di gemelli, 9 set da tre gemelli e 4 poker di gemelli. Per un totale di 87 figli. Record destinato probabilmente a rimanere imbattuto.

    L’UOMO PIU’ PESANTE DEL MONDO
    Non sorprende che la storia dell’uomo più ciccione del mondo venga dagli Stati Uniti, dove oltre un terzo della popolazione è obesa. Nel caso di Jon Brower Minnoch, però, il problema non è solo nella pessima alimentazione ma anche nei geni. A 12 anni pesava già 135 chili ed ha raggiunto un peso massimo di 635 chili. Dopo due anni passati tra operazioni chirurgiche e dieta, è riuscito a perdere qualcosa come 400 chili, ma il suo corpo non ha retto allo stress e Jon è morto nel 1983, all’età di 41 anni.

    MAGGIOR NUMERO DI CALCOLI RENALI
    Chi ha sofferto di coliche renali conosce bene il dolore che si prova quando si è vittima di attacchi del genere. Pensate allora cosa debba significare avere in un solo rene 171.155 pietre di ossalato e fosfato, con dimensioni che vanno dal millimetro ai 2,5 centimetri. E’ quanto accaduto a Dhanraj Wadile, 45enne dell’India che ha infranto ogni record, ospitando per anni nel suo rene sinistro una ‘cava’ di pietre e sopportando un dolore che avrebbe steso un cavallo.

    IL SOPRAVVISSUTO A UNO SCHIANTO A 600 KM/ORA
    Donald Campbell ha vissuto la sua esistenza come un’eterna sfida per rompere i record di velocità su terra e su acqua, per competere con la figura del padre Sir Malcolm Campbell, pioniere della velocità. Dopo aver stabilito diversi record, Donald nel 1960 si lancia con una vettura sperimentale per battere il record di 634 Km/ora. Perde il controllo e si schianta all’incredibile velocità di 586 Km/ora, salvo per miracolo. La lezione non gli servirà perché, nel 1967, morirà proprio in un incidente durante una prova su acqua, schiantandosi a oltre 480 Km/ora.

    NUMERO DI ORE SPESE SU UNA BARELLA D’OSPEDALE
    Pensavate che un record del genere potessi arrivare solo dall’Italia? E invece la storia che ha portato Tony Collins nel libro dei Guinness ha avuto luogo in un ospedale di Londra, al Princess Margaret Hospital. Ricoverato per un virus e complicanze da diabete, il povero Tony ha dovuto attendere qualcosa come 77 ore e 30 minuti su una barella prima di ottenere il meritato letto. Un dubbio: ma i giudici del Guinness hanno mai fatto un giro tra le corsie dei nostri ospedali? Magari il record è già stato battuto decine di volte.

    NUMERO DI AMPUTAZIONI PER LO STESSO ARTO
    Un arto può essere amputato più di una volta? A quanto pare sì, vista la surreale vicenda di Clint Hallam, la cui mano destra è stata amputata per ben tre volte. La prima dopo un incidente in un carcere della Nuova Zelanda, nel 1984. La seconda per un rigetto, dopo che i medici avevano cercato di riattaccarla nel 1988. La terza ben dieci anni dopo quando, dopo un trapianto di mano (uno dei primi al mondo), il corpo di Clint ha rigettato l’arto sconosciuto, lasciandolo definitivamente senza mano destra.

    MAGGIOR NUMERO DI OSSA ROTTE
    Il suo nome è (o meglio era) Evel Knievel, conosciuto negli anni ’70 per essere uno scavezacollo, artista del salto con la bicicletta. Si misurava con imprese quasi impossibili, salti acrobatici che gli sono costati numerosi ricoveri e un record di ossa rotte. Nella sua lunga carriera ha sofferto 433 fratture in 35 differenti ossa, dal naso alle costole, dalla gamba al braccio fino alla testa. Un record che gli ha provocato problemi di salute, portandolo infine alla morte dopo un periodo di stato semi-vegetativo.

    MAGGIOR NUMERO DI INCIDENTI IN UN GIORNO
    Questo record non appartiene a un essere umano ma a un cane, che è nel libro dei Guinness anche come cane più fortunato del mondo. Il suo nome è Dosha e vive in California quando arriva il suo giorno più lungo: dopo aver saltato una recinzione per gioco, viene investito da un pick-up e creduto morto dalla protezione animali. Un agente gli spara in testa per porre fine alle sue sofferenze e il corpo viene portato all’obitorio e messo in una cella frigorifera. Lì viene ritrovato qualche ora dopo, vivo vegeto e senza grosse ferite (la pallottola aveva solo sfiorato il cervello).

    L’UOMO PIU’ DIFFICILE DA UCCIDERE
    Ovviamente non esiste una categoria ufficiale per questo record, ma Michael Malloy merita comunque una citazione. Ex vigile del fuoco e senza tetto nella New York degli anni ’30, viene messo al centro (suo malgrado) di un piano per ottenere soldi dell’assicurazione. Un gruppo di uomini cerca di ucciderlo in tutti i modi per mesi: facendogli bere veleni per topi, dandogli droghe non ben identificate, investendolo due volte con l’auto. Lui ne è sempre uscito vivo e anche, alla fine, quando sono riusciti a ucciderlo, ha ottenuto la sua vendetta. La polizia ha, infatti, subito rintracciato e arrestato i colpevoli.

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