James Cameron è tornato, dopo aver sbancato tutti i botteghini con il suo “Titanic” per 12 lunghi anni si è dedicato alla realizzazione di documentari subacquei lontano dal grande schermo, ma solo in attesa che la tecnologia fosse matura per quello che aveva in mente già da molto tempo. Avatar.
E’ curiosa la storia di Avatar: mettetevi nei panni del regista del film che dopo 12 anni è ancora in vetta agli incassi dei botteghini di tutto il mondo.
Fate finta di avere un pallino dai tempi della gioventù del voler creare una saga spaziale talmente maestosa da poter competere con quella di George Lucas avente per protagonisti i Na’vi, alieni di tre metri con la pelle azzurra, ma con un grande difetto…non essere realizzabili in modo credibile utilizzando protesi, o costumi, ma solo al computer tramite tecnologie non ancora esistenti fino ad oggi.
Aggiungete la consapevolezza di essere la gallina dalle uova d’oro di Hollywood (Terminator 1 e 2, Titanic, ecc.) e di avere una credibilità tale da:
• poter presentarsi alla Sony per chiedere la realizzazione di una cinepresa digitale 3D ad alta risoluzione e manovrabile da un operatore (3D Fusion Camera) sviluppata in 6 lunghi anni;
• testare la videocamera della Sony in prima persona a bordo di un vecchio caccia P-51 e sotto i fondali marini con protagonista il relitto del Titanic;
• riuscire a spingere molte sale americane ad attrezzarsi di tecnologie 3D allora non ancora diffuse, minacciando il pentimento per chi non si fosse fatto trovare pronto all’uscita del suo capolavoro;
• ingaggiare un linguista che in un anno di lavoro partorisce lessico e grammatica della lingua aliena dei Na’vi (disponibile online);
• seguito da esperti di ogni sorta, dare vita alla “Pandorapedia”, un manuale di 350 pagine contenente passato e presente del pianeta Pandora, modi, costumi e scienza degli esseri presenti sul pianeta alieno.
Questa è la ricetta di Avatar. Cameron ha creato un mondo che va molto oltre gli schermi cinematografici, gran parte delle informazioni raccolte all’interno della bibbia aliena non sono percepibili dal film, ma vanno a creare quel mondo vivo che Cameron ha sempre sognato e determina le linee guida che devono essere la base per chiunque decida di dare vita a spin-off, romanzi e quant’altro riguardi Avatar.
Cameron vede nel 3D il solo possibile sviluppo del cinema ed ha affermato che non girerà mai più film con la pellicola cinematografica tradizionale e convertirà presto Titanic in 3D.
Per quanto riguarda Avatar si parla già di un secondo capitolo, di un romanzo e di tante altre storie parallele svolte sul pianeta alieno.
Arriva in Italia il 15 gennaio 2010, dopo quasi un mese dopo l’uscita nelle sale del resto del mondo, ed è già al secondo posto di incassi al botteghino, subito dopo Titanic.
Un’ultima precauzione, il film dura 2 ore e 40 minuti, attrezzatevi con i viveri! Noi siamo riusciti a vederlo anche senza popcorn, buon segno!
Fonte immagini: mymovies
2010-01-11 10:50:31 - Paolo Zappia
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Luca Zucconi
11 gennaio 2010, 16:51
Interessante il film, un connubio di stereotipi e ricercatezze. Da un lato abbiamo una storia semplice con i protagonisti di qualunque commedia moderna... l'amore tra un uomo e una donna, il bene contro il male e un finale scontato (il bene e l'amore che vincono su tutti e su tutto). Le particolarità sono da ricercare nella tecnologia e nella modalita' di realizzazione del film ma non solo. Il signor Cameron quando ha pensato all'esistenza degli avatar, alla possibilità di avere due vite (una reale e una virtuale) e al possibile dilemma di non sapere quale vita sia migliore, non c'era Facebook e i social network non erono protagonisti come adesso... ha praticamente anticipato e visto quello e' oggi... un matrix in versione social network... Anche nella vita do oggi i nostri Avatar ci permettono di essere e di fare cose che nella realtà non riusciamo a fare... un po' come nel film dove il protagonista con il suo Avatar puo' correre mentre nella vita reale è su una sedie a rotelle... scontata la scelta, o no?














