Venezia, lezioni di bondage e bdsm dai Salesiani

L'università dell'ordine religioso organizza a Mestre un convegno con esperti in psicologia, sessuologia e criminologia che parleranno di bondage e dominazione in ambito sessuale. Una riflessione per comprendere la pulsione erotica e i limiti di una pratica considerata per decenni controversa

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    Venezia, lezioni di bondage e bdsm dai Salesiani

    Una lezione di bondage e bdsm in convento dai Salesiani? No, non è un battuta succede a Venezia. Che il bondage e il bdsm siano oggi una pratica sessuale assai più comunemente accettata dall’opinione pubblica rispetto a qualche decennio fa è indiscutibile, ma che i Salesiani organizzassero un convegno sul tema appariva fino ad oggi un’eresia: eppure l’Università di Mestre ha deciso di organizzare un dibattito con esperti di psicologia, sessuologia e criminologia su ‘Bondage e masochismo, dominazione e sottomissione‘. Una decisione che certamente non mancherà di far discutere, ma che rappresenta forse l’ultimo baluardo crollato, il definitivo sdoganamento di una pratica amorosa considerata controversa anche tra molti laici, figuriamoci all’interno della Chiesa. Ma per chi vuol capirne qualcosa in più di bondage e bdsm forse non dovrebbe mancare questo appuntamento a Venezia.

    La sessuologia salesiana, un master avanzato

    Questo convegno non nasce dal nulla, visto che presso l’Università Salesiana la sessuologia è oggetto di un master di secondo livello per psicologi e medici che vogliono specializzarsi sulla materia, ma il convegno in oggetto è aperto a tutti, in cui si cerca di capire qualcosa in più del mondo della dominazione e della sottomissione, sui segreti del bondage che rientra tra quello che gli specialisti definiscono ‘parafilia’, ovvero la comune perversione che connota la sessualità di ognuno di noi, e che nel suo ampio spettro di proposte può comprendere pure il bdsm, non visto dunque come un disturbo diagnostico, ma una mera fantasia sessuale come altre. Interrogati sul perché di un convegno sul bondage, il direttore del dipartimento di Psicologia Nicola Giacopini, afferma semplicemente che ‘l’interesse scientifico per il tema risponde ai bisogni formativi di professionisti e alla necessità di una riflessione antropologica seria e profonda‘, e in una nota l’ordine religioso che gestisce l’ateneo sottolinea che ‘il tema rispecchia la mission universitaria di servizio a una visione integrale ed etica della persona considerata in tutte le sue dimensioni fondanti: psiche, corpo, mente, relazioni familiari e dinamiche sociali‘.

    Capire il bdsm, la pulsione erotica e i suoi limiti

    Dunque dopo tanti pregiudizi e luoghi comuni ci si interroga seriamente per capire il bdsm, cosa muove la pulsione erotica legata al bisogno di dominazione e sottomissione, e comprendere dove finisce il limite della comune accettazione e dove invece sfocia nel crimine: sempre più spesso nella nostra epoca i sessuologi riscontrano un interesse crescente e persistente verso lo sculacciare, il fustigare, lo strangolare o il legare un’altra persona, così come altre forme di feticismi verso oggetti inanimati o tessuti: la barriera che divide la cosiddetta normalità dalla perversione si assottiglia sempre di più fino a diventare quasi impercettibile, e il discrimine tra le condotte ritenute accettabili e quelle che non lo sono nella propria intimità necessitano di una revisione rispetto ai canoni di un tempo. Comprendere il bondage è un primo passo per arrivare a ridefinire i limiti di una visione troppo stretta ed anacronistica della sessualità rispetto ai tempi e ai bisogni di oggi.