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Speed Date Anti San Valentino: il nostro reportage sul Lock Date

Speed Date Anti San Valentino: il nostro reportage sul Lock Date
da in Rapporti, Seduzione, Speed Date
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    Speed Date Anti San Valentino: il nostro reportage sul Lock Date

    Probabilmente a qualcuno di voi alla parola Speed Date verrà in mente il film di Carlo Verdone “L’amore è eterno finché dura”. Se invece non sapete di cosa si tratta continuate a leggere l’articolo e scoprite com’è possibile conoscere decine di ragazze in appena tre ore.

    Lo speed date nella sua forma più classica è un gioco per far conoscere uomini e donne: in una serie di tavoli vi sono sedute delle ragazze e gli uomini hanno a disposizione 5 minuti a testa per parlare con ognuna di esse, sedendosi a turno a ogni tavolo. Entrambi riportano su una scheda se l’interlocutore è piaciuto o meno e alla fine del gioco l’organizzazione mette in contatto coloro che hanno espresso un reciproco interesse.

    Il sottoscritto, della redazione di QNM, ha voluto provare questa esperienza per voi. Per far questo ho partecipato in incognito a uno speed date a Milano, presso il locale Gioia 69, il 14 febbraio e per questo definito Anti San Valentino: per essere precisi si trattava di un Lock Date, una variante movimentata dello speed date classico: ecco il mio reportage.

    LOCK DATE
    Il Lock Date anziché prevedere le postazioni fisse ai tavoli, lascia a tutti i partecipanti libertà di movimento all’interno del locale. Alle donne viene consegnato un lucchetto chiuso che portano come ciondolo, agli uomini viene consegnata una combinazione. Ogni uomo prova ad aprire il lucchetto di ogni donna con la sua combinazione, e nel frattempo ha l’occasione di presentarsi e di suscitare interesse. Come nello speed date classico, uomini e donne sono identificati da un numero adesivo e dotati di una scheda dove riportare il numero di chi è piaciuto e di chi no. Dopo alcuni giorni dalla serata, l’organizzazione spedisce agli interessati i contatti reciproci alle persone per cui emerge un interesse comune.

    Quando si riesce ad aprire un lucchetto, l’organizzazione consegna un nuovo lucchetto a lei e una nuova combinazione a lui, e i due fortunati partecipano all’estrazione di un premio messo in palio dallo sponsor della serata.



    LA SERATA
    Anche il sottoscritto si è buttato nel gioco per QNM. Dopo un abbondante happy hour al Goia 69 alle 21, intorno alle 22 il deejay ha dato il via al gioco. E’ scattata subito la caccia al lucchetto da aprire con la mia combinazione. All’inizio ho provato solo con le donne di mio gradimento, con l’idea di intortare il bel visino di turno più che di aprirle il lucchetto, diciamo la verità. Dopo un po’ però la sfida di trovare questo benedetto lucchetto gemello è diventata un pallino e ho cercato di aprire qualunque lucchetto capitasse a tiro. Senza successo fino a mezzanotte e mezza. Ma c’è chi ne ha aperti ben 4, non disperate, e in ogni caso ho approfondito la conoscenza con un paio di ragazze con cui si siamo scambiati i contatti al di là del gioco.



    LE PARTECIPANTI
    Le partecipanti sono ragazze comuni di buon livello, lo stesso che possiamo trovare in qualunque locale milanese. Non mancano quelle carine, anzi, posso dire che ce n’erano molto più di piacenti che di improponibili. Come età, c’erano dalle 20enni fino alle over 40 (e quasi 50). Il clima generale è allegro, molte persone non vanno da sole ma con amici e amiche. Non proprio tutte le ragazze sono interessate al concetto di dating, cioè a conoscere qualcuno, ma una buona parte lo è.

    Ho individuato due tipologie di donne: quelle più disponibili al dialogo, che corrispondono a quelle che mi hanno permesso di prendere il loro lucchetto in mano e di provare io stesso la combinazione; e quelle che invece mi hanno chiesto la combinazione e hanno provato con le loro mani. La differenza non è irrilevante. Infatti in un locale affollato e chiassoso, poter stare vicino con la scusa di aprire il lucchetto è essenziale per creare un minimo di intimità per scambiare qualche parola per qualche minuto.



    I CONSIGLI AI PRINCIPIANTI
    Chiariamoci: aprire un lucchetto non basta. Bisogna avere qualcosa da dire e bisogna farselo venire in mente velocemente. L’obiettivo vero è far sì che lei abbia una così buona impressione da segnarsi il vostro numero sulla scheda. Quindi spazio sia per quelli brillanti, ma anche per i timidi che non saprebbero come rompere il ghiaccio.

    Se vi piace una ragazza non mollatela pensando di ripassare dopo: trovarla nuovamente libera è quasi impossibile. Per tenere su un discorso non parlate del tempo e non parlate nemmeno dell’evento, al massimo chiedetele se è la prima volta che partecipa a uno speed date, una domanda che fanno tutti. Presentatevi subito col nome, così saprete come chiamarla e poi parlate di lei.

    Di cosa parlare se nemmeno la conoscete? La maggior parte delle donne arrivano “in tiro”, quindi parlate alle donne di loro stesse: chiedetele dei capelli, della manicure, dei vestiti e delle scarpe, o della bigiotteria che ha addosso. E poi dopo agganciatevi su uno degli spunti che possono venire fuori per proseguire il discorso su altre strade. Offritele un cocktail o, se fuma, andate fuori a fumare con lei.



    COME PARTECIPARE
    Partecipare a uno speed date è semplicissimo: basta andare sul sito www.speeddate.it scegliere l’evento nella vostra città (ce ne sono tantissimi in tutta Italia) e quindi iscriversi.

    Il costo è contenuto, 25 euro per gli uomini e 20 euro per le donne. Con drink incluso. Secondo i dati degli organizzatori una decina di nuove coppie si formano ogni mese grazie allo speed date. Che la prossima volta tocchi a a te?

    Foto di Sean Molin | Photographer

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