L’infelicità degli uomini è tutta colpa delle donne

L’infelicità degli uomini è tutta colpa delle donne
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    L’infelicità degli uomini è tutta colpa delle donne

    L’uomo del terzo millennio è sempre più infelice, almeno stando ai sondaggi e alle ricerche che spuntano con regolarità impressionante. Di chi è la colpa di questa crescente tristezza? Della crisi economica? Della tecnologia che sostituisce i contatti umani? Niente di tutto questo, o almeno non solo, perché la causa principale sarebbero le donne. Avete capito bene, se l’uomo è infelice la colpa è tutta delle donne, almeno stando a quanto afferma il magazine france Le Point in un recente approfondimento.

    Sia ben chiaro, fin dall’alba dei tempi, quando ancora gli esseri umani giravano con la clava per andare a caccia, la donna ha sempre rappresentato il giusto mix di croce e delizia per il maschio. Il rapporto tra i sessi si è poi evoluto nel corso dei secoli ma tenendo costante l’ambivalenza del ruolo della donna per la psiche degli uomini. I più grandi cambiamenti si sarebbero avuti però negli ultimi decenni, da qui la condizione dell’uomo sempre più infelice, perché stenta ad orientarsi e a riconoscere il nuovo ruolo della donna nella società.

    L’emancipazione del sesso femminile, il suo ingresso attivo nel mondo del lavoro e l’abbandono del ruolo di moglie e mamma sarebbero quindi alla base della perdita di punti fissi secolari e causa di una infelicità galoppante.

    La donna sta evolvendo, l’uomo però per sua natura farebbe fatica a comprendere questo cambiamento, agognando segretamente ad un ritorno alle vecchie regole. Questa sensazione di insoddisfazione sarebbe ancora più accentuata nei Paesi come l’Italia, dove il retaggio religioso e la tradizione si pongono come ostacolo alla piena accettazione del cambiamento avvenuto.

    L’uomo italico vive dunque con la mente in un’epoca in cui il ruolo sociale forte era nelle sue mani, e non riesce ad accettare il fatto che il cosiddetto sesso debole stia prendendo in mano le redini della società. Da qui lo stress e la mancanza di un quadro coerente di regole, da qui la differenza con quei popoli come gli scandinavi dove l’emancipazione della donna è ormai fatto compiuto e accettato sia a livello psicologico che normativo (si veda il congedo parentale obbligatorio anche per i padri). Noi invece ci troviamo in bilico tra vecchio e nuovo, dato che la legge ancora non accetta del tutto il nuovo ruolo della donna.

    Fin qui l’analisi del magazine francese, ma sarà poi vero che l’infelicità dell’uomo è da imputarsi alla donna? Seguendo questo filo del discorso, a cosa si dovrebbe ascrivere invece l’infelicità della donna, che in apparenza avrebbe raggiunto la tanto sperata parità dei sessi? Forse le donne non volevano emanciparsi e quindi ora sono colte da disperazione? A voi la risposta.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Rapporti Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/07/2015 18:17
     
     
     
     
     
     
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