Internet, l’amore virtuale può uccidere la passione reale

Internet, l’amore virtuale può uccidere la passione reale
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    Internet, l’amore virtuale può uccidere la passione reale

    Un saggio una volta disse, riferendosi al web e ai suoi utilizzi, che “Internet è per adulti”, ovvero che l’attività principali degli utenti è quella di visionare filmati per adulti. Un tempo questo era più difficile perché le connessioni erano lente e i siti in questione a pagamento e pieni di virus e spyware. Oggi invece c’è solo l’imbarazzo della scelta, e questo può influenzare la vita reale.

    Proprio come ogni altra attività, anche la vita sessuale può risentire dell’abuso di Internet, che si traduce in una sorta di overdose di immagini e filmati a luci rosse, che può spegnere la passione nella vita di coppia. Il motivo principale è di natura psichica, ma le conseguenze possono farsi sentire anche a livello fisico.

    A lanciare l’allarme è stato Carlo Foresta, presidente della Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità (Siams), durante un convegno sulle malattie della sessualità. Secondo lo specialista, aumenta sempre di più il numero di uomini affetti da “disfunzioni sessuali mediatiche“, e non solo tra le fasce più giovani.

    Certo, i giovani sono più esposti ai rischi, soprattutto quando non hanno ancora sviluppato una piena consapevolezza del sesso e del corpo, ma anche gli adulti consumano sempre più materiale pornografico, che spesso causa un’assenza di desiderio quando si tratta di vivere la sessualità nella vita reale con la propria partner.

    Oltre al calo del desiderio e all’aumento dell’autoerotismo, altre conseguenze dirette di questa ossessione sono la crescita esponenziale di fenomeni prima marginali come il voyeurismo e l’esibizionismo. Un processo che sembra inarrestabile, secondo Foresta: “La fruizione di siti pornografici è in continua crescita nel nostro Paese. Da un’indagine che abbiamo fatto fare, si è rilevato che rispetto al 2005, dove gli utenti in un solo mese erano stati 4,9 milioni, nel 2010 sono saliti a 7,8 milioni, con un aumento del 58%”.

    Da un punto di vista medico, le conseguenze possono essere anche gravi, soprattutto a causa dell’eccesso di autoerotismo e dello sviluppo di ossessioni difficilmente trasferibili nella realtà di tutti i giorni: “In uno studio su 125 soggetti tra i 19 e 25 anni abbiamo riscontrato negli utenti abituali del web problemi di erezione, un dimezzamento del desiderio e della soddisfazione sessuale. Perché il sesso su internet appare più stimolante e interessante”. Sarebbe il caso di dire meno pippe e più fatti.

    Foto da Frerieke

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