Il punto G esiste?

Se il punto G esiste o no è tema a lungo dibattuto dalla scienza, tra chi si dice certo di sì e chi lo ritiene un falso mito. Ma oggi per la gran parte degli esperti il punto G esiste, e sarebbe collocato nella prete anteriore della vagina subito dopo l'ingresso

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    Il punto G esiste?

    Oggi parliamo di uno dei temi sull’amore e il sesso maggiormente caratterizzati da un eterno dibattito: il punto G esiste? Oppure no? La scienza sembra avere tempo e denaro da sprecare se ogni tot periodo di tempo afferma l’esatto contrario della volta precedente, aumentando la confusione nell’opinione pubblica. Una parte della scienza sostiene ancora che avere un orgasmo vaginale sia impossibile, non esiste se non per soddisfare la fantasia del maschio di riuscire a procurare piacere alla propria donna mediante penetrazione, ma la gran parte degli esperti non solo sostiene che il punto G esiste, ma lo ha anche localizzato e afferma di sapere anche come stimolarlo nella maniera corretta.

    A cosa serve il punto G?

    Il famigerato punto G deriva dal nome del ginecologo Ernst Gräfenberg, ritenuto erroneamente lo scopritore di questa particolare struttura anatomica del corpo femminile: si tratterebbe di una parte molto sensibile dell’interno della vagina, in grado di procurare orgasmi molto intensi. Tutto sta ovviamente a stimolare questa parete sensibile nella maniera corretta, essendo in una zona un po’ scomoda da ricercare, e pertanto è necessario trovare la posizione giusta.

    Dove si trova il punto G e come trovarlo?

    Se il punto G esiste dove si colloca esattamente? Soltanto pochi anni fa è stato individuato con precisione, e sarebbe la parete anteriore della vagina appena dopo l’ingresso. Qui poi le ricerche si dividono tra chi ritiene che non tutte le donne posseggano questo ispessimento della parete vaginale, e chi invece afferma che tutte ce l’hanno, ma che in alcune è solo troppo sottile per procurare piacere, tanto che oggi esistono medici che propongono una sorta di lifting per aumentare il volume della parete vaginale con una puntura. Come trovare il punto G? Non bisogna disperare uomini, che questa fu chimera dell’orgasmo femminile può essere trovata con una certa (relativa) facilità con le dita: per capirci, il trucco per scovarlo sarebbe fare il segno di richiamo con le dita una volta entrati nella vagina, e che tra l’altro sarebbe anche il modo più semplice per procurare quella che rappresenta un’altra fonte controversa di dibattito scientifico, ovvero l’eiaculazione femminile, strettamente correlata proprio alla stimolazione vaginale e non clitoridea.

    Come stimolare il punto G di una donna

    Oltretutto i ricercatori che dicono di aver scoperto il punto G sostengono che vi sia un collegamento nervoso che dalla parete vaginale giunge fino alla base del clitoride. E qui si pone la grande questione: come stimolare il punto G di una donna? Generalmente riconosci il punto G dal suo tessuto leggermente più rugoso e che si inturgidisce al contatto: una volta individuato, con un po’ di pazienza, e procedendo per tentativi nel modo precedentemente spiegato, mantieni un contatto dolce e carezzevole all’inizio, poi quando il punto G si inturgidisce puoi aumentare la pressione gradualmente, alternando il ritmo se non altro per evitare crampi, oltre che ingenerare piacere nella partner. Il punto G non è delicato come il clitoride, e richiede una pressione più forte per essere stimolato.