Giornata mondiale contro l’Aids: in Italia casi in aumento

Giornata mondiale contro l’Aids: in Italia casi in aumento

Come ogni primo dicembre, torna la giornata mondiale contro l'Aids: i numeri, in tutto il mondo, continuano a crescere nonostante le campagne di prevenzione.

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    Giornata mondiale contro l’Aids: in Italia casi in aumento

    Già da qualche anno il primo dicembre si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids, per tenere sempre desta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla prevenzione dal virus Hiv e per continuare a promuovere la ricerca: per quanto si siano fatti enormi passi in avanti dal punto di vista delle cure, l’Aids continua a mietere vittime soprattutto nei Paesi più poveri del mondo, e ancora oggi in Italia, come nel resto dell’Occidente, si segnalano migliaia di nuovi casi di contrazione della malattia ogni anno.

    Il rischio sociale dell’Aids in Italia non è affatto diminuito in base ai dati disponibili nel 2015, anzi: secondo quanto diffuso dagli infettivologi, ogni anno si registrano tra i 3500 e i 4mila nuovi casi di Aids in Italia, con una crescita numerica costante negli ultimi anni, e in aggiunta si segnala un aumento tra i sieropositivi che presentano infezioni da sifilide. E in questi numeri il fenomeno migratorio incide poco o nulla, anzi al contrario, in base ai dati del Centro Europeo di Controllo delle malattie alla Simit, ‘almeno il 20 per cento della diffusione del virus dell’Hiv tra i migranti riguarda il contagio che avviene dopo l’arrivo in Italia‘. La considerazione più immediata di fronte a questi dati è che gli italiani fanno poco per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili, come certificano i numeri della Lila, Lega italiana per la lotta all’Aids: il 20,62 per cento delle 5703 persone che hanno chiamato i centralini la Lila tra il 30 settembre 2014 e il 30 settembre 2015 non si è mai sottoposto al test dell’Hiv, con la percentuale che sale al 36 per cento nella popolazione generale secondo gli addetti ai lavori.

    Un dato che fa riflettere, e che va di pari passo con il fatto che la metà degli italiani che contraggono il virus lo scoprono in una fase molto avanzata della malattia. È come se i nostri connazionali si credessero immuni dalla contrazione dell’Aids, che invece è un male più vivo e vegeto che mai: tuttavia non è un caso isolato quello italiano, poiché anche nel resto del mondo, in base a quanto rivelato dal Centro Europeo di Controllo delle malattie, il numero di nuove infezioni in Europa nel 2014 ha raggiunto picchi record.

    C’è poi l’eterno nodo africano, dove il numero di sieropositivi è altissimo, e mancano oltre ad adeguate cure mediche anche una semplice cultura della prevenzione che preveda l’uso del preservativo. L’Aids resta dunque una malattia subdola che continua a mietere vittime in tutto il mondo: non bisogna abbassare la guardia, mai.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN RapportiSessualitàpreservativi Ultimo aggiornamento: Martedì 01/12/2015 12:41
     
     
     
     
     
     
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