Divorzio rapido e low cost, Romania nuova frontiera

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    Divorzio rapido e low cost, Romania nuova frontiera

    Finché morte non vi separi è una formula sempre più labile, che ormai può essere sostituita con altre più adatte ai tempi moderni (la migliore sarebbe “finché riuscite a sopportarvi l’un l’altro”). Alla crisi della coppia sposata non corrisponde però un adattamento della trafila del divorzio, che in Italia può raggiungere tempistiche da paradosso.

    Per ovviare ad una carenza giuridica del nostro Paese, è nato quindi un uovo tipo di turismo, che si affianca al turismo delle adozioni e a quello della fecondazione assistita: si tratta del turismo del divorzio, che porta sempre più coppie italiane a viaggiare verso le frontiere dell’Europa per ottenere un divorzio rapido e low cost.

    In questo senso pare proprio che la Romania sia la vostra meta prediletta se proprio non ce la fate più a vedere vostra moglie tra i piedi e volete chiudere ogni pratica in pochissimo tempo e senza svenarvi (sempre che il divorzio sia consensuale), Tutto merito delle nuove norme europee in materia.

    Da qualche tempo infatti le norme permettono di divorziare legalmente in tutti i paesi dell’Unione. Un’ottima notizia per chi proprio non vuole attendere le lungaggini del sistema italiano, ingolfato e lento per costituzione, ma anche una perfetta occasione di business per i Paesi normalmente fuori dalle tratte turistiche.

    La Romania, Paese dalle immense bellezza ma dall’economia traballante, ha subito approfittato del suo sistema di divorzi leggero e a basso costo, facendo pubblicità neanche si trattasse di bellezze architettoniche e paesaggistiche. Lo slogan è più o meno “Venite da noi, più rapidi e più economici. Divorzi low cost e last minute”.

    Ed è un sistema che funziona e attrae sempre più coppie dall’Italia, grazie anche ai viaggi in aereo che verso la Romania di solito costano davvero un’inezia. Facendo un rapido confronto si comprende subito il vantaggio di divorziare proprio lì: massimo in tre giorni si ottiene la residenza che serve per avviare la causa al tribunale civile romeno che, nel giro di sei mesi, farà avere il certificato di divorzio, per un costo totale che non supera i 1.700 euro.

    Vediamo ora l’Italia: quando proprio c’è il consenso tra le parti e non si va in mano agli avvocati (pozzo senza fondo di tempo e soldi) ci vogliono almeno tre anni per arrivare al divorzio, con una spesa che facilmente supererà i 6.000 euro, se proprio tutto fila liscio. E allora ecco una statistica significativa: negli ultimi due anni su 150 divorzi stranieri in Romania, 80 sono stati di coppie italiane.

    Per chi fosse interessato, ecco le mete più richieste da questa nuova categoria sociale, i turisti del divorzio. Oltre alla capitale Bucarest, i centri perfetti per dare il benservito a vostra moglie sono Arad, Lipova, Gurahounct e Ineu. Fate la vostra scelta e buon viaggio.