Cosa pensa un uomo quando accompagna la fidanzata all’Ikea

Accompagnare la propria fidanzata all’Ikea è una tortura a cui ogni maschio medio farebbe volentieri a meno. Non riuscendo ad evitare l’incombenza, tanti pensieri passano per la sua testa, quasi nessuno purtroppo minimamente intelligente.

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    Ci sono delle cose che ad un uomo proprio non va di fare, come andare dall’urologo o recarsi in farmacia per comprare a lei gli assorbenti quando ha il ciclo. Tra queste incombenze che ad ogni maschio accoppiato prima o poi capita di dover fare, c’è accompagnare la propria fidanzata all’Ikea, la oramai famosa, ma forse dovremmo dire famigerata in un’ottica puramente maschile, casa di mobili svedese, i cui negozi sono ampiamente diffusi su tutto il territorio nazionale. Andare in questi asettici luoghi popolati da donne mediamente entusiaste, accompagnate da fidanzati e mariti prevalentemente felici come se si stessero facendo visitare la prostata, ci spinge a rivelarvi cosa pensa un uomo quando va all’Ikea con la fidanzata: nulla di particolarmente intelligente di solito, perché altrimenti avrebbe già trovato da tempo valide scuse per sfangarla.

    Spero non mi chieda consigli sulle tende

    A voi, care amiche lettrici, piace un mucchio perdere le ore davanti alla scelta del colore delle tende, ma a noi maschietti interessa meno dell’arte sumera o della vita delle zecche cavalline. Non chiedeteci consigli per dei pezzi di stoffa fatti solo per ostacolare la visuale dalla finestra.

    Non vorrà mica presentarmi i suoi?

    Una delle più tipiche paure del maschio fidanzato è conoscere i suoceri, e come un riflesso pavloviano associa l’andare all’Ikea con il trappolone pre-matrimoniale. Per cui è sempre meglio chiedere al proprio fidanzato di farsi accompagnare dai mobilieri scandinavi dopo il siffatto incontro.

    Dei mobili che si montano? Dei mobili che si montano?

    Ripetuto ad libitum, è come un mantra per colui che in vita sua non ha mai nemmeno cambiato una presa elettrica, figurarsi montare i mobili di un intero appartamento. Seguono in genere bestemmie ed elucubrazioni complottistiche sul popolo svedese, un tempo deputato unicamente come terra di belle e disinibite fanciulle, e così nostalgicamente ricordata.

    Chissà quanti pacchi mi toccherà portare

    Se si è già rassegnato all’idea del mobilio da montare, immancabile scatterà mentalmente la lamentela sui pacchi da portare, intuendo che la sua fidanzata svuoterà l’intero magazzino anche se gli ha detto: ‘Devo solo comprare una cosa, ci mettiamo 5 minuti’. Sì, come no…

    Mi scambieranno mica per gay?

    Di uomini, commessi a parte, da Ikea se ne vedono pochini, giusto quelli che non hanno trovato modo di evitare l’accompagnamento coatto. Con la vistosa eccezione delle coppie gay, che se ne vanno in giro sorridendo mano nella mano tra divani e tavolini vari. Anche per questo il maschio medio tende ad evitare qualsiasi sorriso di compiacimento, nel timore paranoico che possano scambiarlo per gay, magari latente. Invece è solo uno sfigato, palese.

    Ma perché non sono un tifoso di calcio?

    Questo è il pensiero di colui che per sua sfortuna non segue il calcio, altrimenti tra un anticipo del sabato, un posticipo del lunedì, o un’imperdibile partita delle coppe europee durante la settimana, avrebbe sempre la scusa pronta per non andare all’Ikea. Essere un tifoso aiuta molto in certe situazioni.

    Speriamo che almeno si mangi

    In ogni negozio Ikea c’è un angolo riservato alle cibarie, generalmente iper-caloriche, per chi è alla ricerca di una sosta: sperare che almeno si mangi è una magra consolazione, ma spesso può bastare a mettere l’animo in pace. A patto che lei non sia a dieta…

    Ma perché stiamo litigando?

    Succede molto spesso che lei, in preda ad una crisi di nervi nella scelta di questo o quello tra gli inutili soprammobili presenti nel negozio, decida di trovare una qualsiasi scusa per cominciare a litigare e sfogare così un po’ della rabbia repressa. Ovviamente il tutto a tua insaputa, ignaro dei motivi per cui adesso state discutendo davanti a delle candele dagli aromi improbabili.

    Se le prendessi il cuscino a forma di cuore?

    Per provare a fare pace ti vengono in mente idee assolutamente balzane, come comprare un cuscino a forma di cuore o altre sdolcinate amenità, che nel pieno delle tue facoltà mentali non ti sogneresti nemmeno di fare entrare in casa, anzi piuttosto le daresti fuoco. Alla casa.

    Tuuuuuuuuuuuuuuuu

    All’incirca è il rumore del macchinario che in ospedale indica l’encefalogramma piatto. Perché il più delle volte in questi frangenti un uomo non pensa assolutamente a nulla, aggirandosi come uno zombie nella speranza che prima o poi qualcuno di buon cuore gli spari alla testa.