Come trovare e stimolare il punto G

I consigli e i suggerimenti degli esperti su come trovare e stimolare il punto G, la zona erogena segreta delle donne in grado di regalare intensi orgasmi vaginali. Dopo dibattiti durati decenni, ora la scienza è certa di sapere come trovare e stimolare il punto G

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    Come trovare e stimolare il punto G

    Vuoi fare felice la tua partner? Impara allora come trovare e stimolare il punto G, la zona erogena più recondita del piacere femminile, quella parte del corpo riposta all’interno della vagina su cui si è vagheggiato e dibattuto per decenni, prima di arrivare ad accertarne l’esistenza con buona ragionevolezza. Invero, trovare e stimolare il punto G non è così impossibile come si potrebbe pensare, richiede solo un po’ di pratica e tempo da dedicare alla ricerca, che non è mai sprecato ed è innegabilmente divertente per entrambi: e allora seguendo i consigli e i suggerimenti degli esperti, scopriamo tutti i trucchi per far impazzire di piacere una donna attraverso la stimolazione del punto G.

    Dove si trova il punto G?

    Innanzitutto il punto G esiste, e un dubbio ce lo possiamo levare sin da subito, alla faccia dei pochi ancora negazionisti tra gli scienziati. Ma per imparare a titillare questo corpo cavernoso bisogna in realtà prima cercarlo, e solo cercandolo lo si stimola nella maniera corretta: può sembrare un paradosso, ma come trovare e stimolare il punto G è un’operazione che va di pari passo, non lo si trova se non lo si stimola, e viceversa, procedendo per tentativi ed errori. La scienza però ci dice dove più o meno è localizzato: siamo nella parete anteriore della vagina, subito dopo l’ingresso. Ora, data la posizione, il pene non è lo strumento più indicato per scovarlo, ma bisogna usare le dita: si consiglia di fare il gesto del richiamo, spingendo dunque le dita verso se stessi, per trovare e stimolare il punto G, che si riconosce al tatto perché si presenta più rugoso e turgido, mentre una donna potrebbe provare un’intensa voglia di urinare al tocco della mano del partner: vuol dire che siete sulla strada giusta.

    Le migliori posizioni per trovare e stimolare il punto G

    Una volta individuato, si può procedere ai vari modi di stimolare il punto G: c’è chi predilige un movimento a stantuffo avanti e indietro, chi una sorta di tremolio che parte già dal braccio per far vibrare di piacere la partner: in generale, il punto G merita un tocco più forte ed intenso rispetto al clitoride, che è più delicato, per far raggiungere alla donna potenti orgasmi vaginali. Ma siccome non si ama con le sole dita, esistono fortunatamente anche posizioni per trovare e stimolare il punto G durante l’amplesso: poiché ci troviamo abbastanza in profondità, sono utili le posizioni illustrate dal Kamasutra come quella dell’Amazzone con la donna sopra il partner, o meglio le varianti in cui busto e gambe favoriscono il raggiungimento del punto G, o le posizioni da dietro, magari con un cuscino, per permettere ai fianchi della donna di essere correttamente all’altezza del membro del partner che la deve penetrare in profondità. In ogni caso ci vuole pazienza e un po’ di pratica, non lasciatevi scoraggiare dagli insuccessi iniziali!

    Tutte le donne hanno il punto G?

    Tutte le donne hanno il punto G? Qui la scienza è ancora dubbiosa, poiché le persone che si sono sottoposte ai test non riscontravano tutte un medesimo ispessimento della parete vaginale, in grado dunque di essere stimolata. La tesi prevalente fra gli scienziati è comunque sia meramente una questione di dimensioni, come per altre parti del corpo: dunque sì, tutte le donne hanno il punto G, ma non tutte presentano un rigonfiamento così spiccato da rendere sensibile quella zona, e in caso si presenti troppo sottile diventa effettivamente complicato trovare e stimolare il punto G. Tuttavia le soluzioni non mancano, e c’è chi oggi propone persino un lifting in quella parte del corpo per aumentare le possibilità di piacere. Lunga e impervia è la strada per l’orgasmo vaginale, ma sa ripagare con intense soddisfazioni.