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Come approcciare una donna quando si hanno malformazioni genitali

Come approcciare una donna quando si hanno malformazioni genitali
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    Come approcciare una donna quando si hanno malformazioni genitali

    Soffrire le pene per colpa del pene, una situazione comune a tanti maschietti, anche se per vergogna ci si guarda bene dal raccontarlo. Non bastassero le paranoie sulle dimensioni, alimentate dalla visione di troppi film a luci rosse, i disagi psicologici aumentano quando si ha a che fare con malformazioni genitali che rendono difficile qualsiasi approccio con una donna, per timore di essere rifiutati o di non essere in grado di soddisfarla. Lasciando stare i casi più gravi, in cui è necessario l’intervento chirurgico per essere pienamente funzionanti, quando si tratta di piccole malformazioni non bisogna arrendersi ad un timore che è solo dentro la nostra testa: si possono trascorrere intense notti di passione anche se non si ha l’attrezzo di Rocco Siffredi, ed anche se si esce dai binari della ‘normalità’ anatomica. Vediamo come comportarsi con una donna quando si hanno malformazioni genitali senza dover rinunciare ad avere una vita amorosa appagante.

    Una volta eravamo sicuramente più fortunati, poiché per pudore spesso le donne preferivano farlo al buio o in penombra, il che aiutava il maschio dotato di un pistolino magari non proprio bello dritto: eh sì, perché di uomini con il gingillo storto, bitorzoluto oppure curvato in angolazioni che sfidano la forza di gravità oltre che la geometria classica ce ne sono a bizzeffe. Ma se una volta il vedo non vedo aiutava a rassicurarci, oggi le donne sono più disinibite ed intraprendenti, e sappiamo già che l’occhio non solo cade lì, ma che entro le successive 24 ore potrebbe esserci una recensione sui principali social network sul nostro usignolo e relativa performance amorosa, e solo il pensiero ci blocca da ogni tentativo di calo di mutanda. E allora, una volta appurato che certe anomalie sono più psicologiche che reali, non dobbiamo vergognarci del nostro pene, buttandoci a capofitto nella morsa della passione anche se l’aspetto delle nostri parti intime può risultare stravagante.

    Innanzitutto è bene ricordare che alle donne piacciono gli uomini sicuri di sé: per cui andate dritti allo scopo senza timori reverenziali, che ciò che Madre Natura non ha donato può sempre essere risolto con forza di volontà e infaticabile attitudine a dare piacere. State tranquilli che se lei sarà soddisfatta a fine serata, non si preoccuperà certo di forma e dimensioni del vostro pene, per quanto brutto e strano possa essere.

    E se proprio vedete uno sguardo perplesso nella partner, l’arma vincente è sempre ricorrere all’ironia per stemperare la possibile vergogna e riportare l’atmosfera nei giusti binari, magari con una frase divertente che la spiazzi e tolga l’imbarazzo di torno. Come insegna anche il film Short Skin di Duccio Chiarini, non bisogna lasciarsi sopraffare dalle proprie paure, ma affrontarle, per avere una vita intima soddisfacente. Che si tratti di un problema di fimosi come quella del film, oppure una paura più psicologica che non necessita certo di un consulto medico, non bisogna scoraggiarsi e rinunciare all’amore: l’importante, come dicevano i nostri nonni, è che funzioni. Per saperne di più sul film, clicca qui.

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