Bondage, cos’è e come funziona

Tra i giochi erotici più in voga, il bondage può essere di diversi tipi, ma legare il partner con corde può risultare pericoloso se non effettuato seguendo le norme di sicurezza consigliate dagli esperti. I vari tipi e le tecniche del bondage, che si differenziano tra Occidente e Oriente

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    Bondage, cos’è e come funziona

    Tra i giochi erotici più in voga del momento c’è il bondage, ma cos’è e come funziona questa pratica ampiamente sdoganata anche tra le coppie più insospettabili, complice forse il successo di 50 sfumature di grigio e successivi libri e film della serie? In questo approfondimento cercheremo di esplorare tutto ciò che riguarda questo mondo, che regala profondi brividi di piacere a chi ama mettere un po’ di pepe nella propria vita intima attraverso giochi erotici che richiedono come questo profonda complicità, fiducia, ma anche il rispetto di elementari norme di sicurezza.

    Cos’è il bondage

    Partiamo innanzitutto dalla parola bondage, che vuol dire, né più né meno, schiavitù. Questo gioco erotico, di cui si disserta oramai anche in ambito universitario, si fonda sulla dinamica tra padrone o padrona, e schiavo o schiava appunto. Se da un punto di vista psicologico può essere concepito come un’estremizzazione di una dinamica di coppia normale, tra chi prende l’iniziativa e chi la subisce nel gioco amoroso, in concreto ciò si traduce in un insieme di pratiche sessuali basate sulla costrizione fisica. Chi accetta il ruolo di schiavo acconsente di restringere la propria libertà fisica, senza potersi muoversi, parlare, vedere e a volte neanche sentire.

    Quali sono le tecniche del bondage da conoscere

    Il bondage prevede tutta una serie di tecniche che si traducono in pratiche che vanno dal legame soft con manette o foulard ai polsi, fino all’immobilizzazione vera e propria, che può condurre alla deprivazione sensoriale. In mezzo a questo mare, anzi un oceano, vi sono la separazione o divaricazione di parti del corpo, il collegamento di parti anatomiche a muri, sostegno oppure oggetti esterni, la sospensione del corpo a soffitti o sostegni, la restrizione o la forzata modificazione dei movimenti del corpo, resi innaturali.

    I tipi di bondage

    Giochi erotici come il bondage si nutrono di un immaginario feticista e di tutta una serie di oggetti, che comprende manette, catene, corde, cappucci, maschere, bavagli, moschettoni, corsetti, arrivando finanche alle gabbie, con il cuoio e il lattice come tessuti privilegiati del vestiario erotico. Tendenzialmente esistono due tipologie di questo gioco erotico, il bondage americano o western bondage, e il bondage giapponese, chiamato shibari o kinbaku, che si differenziano nel modo in cui usano le corde e i vari legami del corpo. Diverso è il modo di eseguire legature e talora anche i materiali utilizzati, diversa è l’estetica delle stesse legature, con i nipponici che privilegiano l’asimmetria a dispetto degli occidentali. E a cambiare è anche la filosofia sottintesa: nel bondage americano la legatura non ha tanto valore di per sé, quanto per quello che verrà compiuto una volta immobilizzata la persona. Al contrario nello shibari giapponese il modo in cui viene fatta la legatura è essenziale, correlata a pulsioni come quelli della sofferenza, della vergogna, del controllo, riletti in chiave erotica, nel piacere di dominazione e sottomissione con entrambi i partner ovviamente consenzienti.

    Le norme di sicurezza per il bondage

    I rischi per questo tipo di gioco erotico sono concreti, pertanto è importante seguire le norme di sicurezza per il bondage prescritte dagli esperti, e imparare a fare legami d’amore senza rischi per chi viene immobilizzato, evitando tragedie che purtroppo talora sono salite alla ribalta delle cronache. Non basta avere fiducia nel proprio partner, è importante che questi abbia un certo grado di abilità nella legatura e sappia mantenere sempre il controllo della situazione: oltre a stabilire regole e limiti, bisogna evitare di stringere troppo le corde e non fare nodi che possano diventare scorsoi, non mettere corde intorno al collo se si è principianti, e mai lasciare sola la persona legata. Poi bisogna slegare immediatamente i nodi quando gli arti cominciano ad apparire violacei, con le corde devono essere posizionate in modo da evitare irritazioni e infiammazioni delle terminazioni nervose, e porsi dei limiti temporali ben definiti: una sessione non deve durare più di mezzora o un’ora. Stabilire sempre una parola d’ordine per smettere il gioco se sta diventando troppo pericoloso o non ci si sente a proprio agio.